30 marzo 2014

Marzo pazzo gela gli ascolti Rai

Qualche giorno fa, Stefano Balassone, dirigente storico Rai, braccio destro di Angelo Gugliemi a Rai3, ha pubblicato un editoriale sul quotidiano Europa dal titolo “Il girovita di Matteo e la vita della Rai - Perdita di pubblico a rotta di collo per l'azienda, che si difende solo in prima serata. E il governo non può far finta di non vedere”. Compie un’analisi impietosa sugli ascolti dell’azienda televisiva del servizio pubblico, arrivando ad evocare uno scenario alquanto pessimista per l’azienda di viale Mazzini, che nei prossimi mesi dovrebbe andare a rinegoziare la convenzione ventennale tra lo Stato e la Rai, e “ogni giorno che passa, vede scomparire la possibilità stessa di esistere”.




A questo punto, anche noi siamo andati a verificare come sono realmente messi gli ascolti della Rai in questo inizio di garanzia primaverile. Dal 16 febbraio al 29 marzo il Totale Rai, nell’intera giornata, si attesta al 37,7% (41,1% del 2013); nella fascia oraria di primetime 20.30-22.30, la Rai recupera al 39,9% (41,9% del 2013), dove la stagione di garanzia è cominciata nella settimana del Festival di Sanremo.

Esaminando i dati delle tre TV generaliste del mese Auditel di marzo (al giorno 29), in termini percentuali, nell'intera giornata, il totale Rai si attesta al 36,9% (-3,8 punti di share sul 2013); l’ascolto diminuisce del 13,5% - con Rai1 che scende al 17,6% (-1,9 punti sul 2013) e -13,6% dell’ascolto; Rai2 al 6,2% (-0,9 punti sul 2013) e -16,2% dell’audience; infine,  Rai3 perde il 20,4% dell’ascolto medio conseguendo una quota d’ascolto del 6,9% (-1,4 punti).

In prima serata, a marzo, il totale Rai perde, sullo stesso mese, del 2013 circa 1,2 milioni di spettatori, con una flessione del 9,8% dell’ascolto e -3,3 punti di share dal 41,5% del marzo 2013 al 38,2% dell’ultimo anno.
Rai1, che a marzo si è avvalsa di 17 serate di fiction al 22,5% di share, è comunque scesa al 19,5% con un calo di 0,6 punti di share, Rai2 e Rai3 registrano, invece, flessioni nell'ascolto del 20% circa, arrivando rispettivamente al 6,4% e 7,3%.

Gli ascolti Rai riguardanti il target pubblicitario 15-54 anni, quello per intendersi più ricercato dagli inserzionisti  e centri media, evidenzia una caduta dell’ascolto in termini percentuali superiore a quella rilevata sul totale individui, come si può ricavare dal prospetto allegato.
Qualora non vi fosse un’energica svolta nella strategia editoriale, per i prossimi mesi la Rai rischia di non afferrare il treno della ripresa nella raccolta pubblicitaria, visto a gennaio Nielsen aveva misurato per Rai e Mediaset un +1% sul 2013.

Chiudiamo l’analisi statistica sui dati Auditel di marzo, esaminando le performance delle 12 reti digitali Rai. Secondo uno studio condotto da Vivaki pubblicato qualche giorno fa “Il Febbraio della TV  non generalista” la TV non generalista raggiunge una quota di ascolto di circa il 38% (+10% sull’anno precedente). Ebbene, a marzo,  nell’intera giornata l’ascolto totale delle 12 reti digitali Rai, è al 6,5% dell’ascolto, incidendo sull'audience del totale Rai per appena il 17%. Vale a dire che l’83% dell’ascolto televisivo della Rai è mantenuto ancora dalle tre reti generaliste.



Nell'offerta digitale, Rai si consolida l’ascolto dei canali Kids, con Rai Yoyo leader al 1,4% di share nell'intera giornata e Rai Gulp in crescita del +59%; Rai4 sale del 12% allo 0,9%, e Rai Movie è ormai prossimo all'ascolto di Rai Premium in flessione del 13% dell’ascolto. 
Le due reti sportive della Rai si attestano insieme allo 0,56% di share, nel marzo 2013 la somma era allo 0,6%.

A marzo 2014, Rai News e Rai5 scivolano rispettivamente del 28% e 27% rispetto all'ascolto del marzo 2013. Infine, Rai Storia e Rai Scuola, le reti meno viste nel bouquet Rai, segnano un trend di crescita dell’ascolto rispettivamente del 22% e 24%.