7 febbraio 2013

Da Empy allo spot da nonno. L’operazione empatia di Monti funzionerà?

Rassegna Stampa: Formiche

07 - 02 - 2013Fabrizia Argano
Da Empy allo spot da nonno. L’operazione empatia di Monti funzionerà?
Il video del Professore che accarezza un cucciolo ieri da Daria Bignardi così come lo spot elettorale diffuso sul sito di Scelta civica vanno entrambi nella direzione di rendere il Professore più umano. Ma è la strategia vincente? Il parere di Massimo Gramellini, l'opinione di Luigi Ricci e il giudizio tranchant di Oliviero Toscani...
La parola chiave è “empatia”. Quella che gli ha suggerito il guru americano David Axelrod. Quella che ha cercato di esibire ieri sera alle Invasioni barbariche su La7. L’obiettivo di Mario Monti nel salotto di Daria Bignardi, lo ha dichiarato lo stesso premier, era di apparire meno robot, come ce lo ha restituito la celebre imitazione di Maurizio Crozza e più umano, diretto.La padrona di casa ce l’ha messa tutta per regalargli un po’ di quell'immagine posizionandogli tra le mani un cagnolino bianco, di nome Trozzy, ora ribattezzato Empy dal Professore che ha postato una loro immagine su Twitter. Il video di Monti che accarezza e bacia il cucciolo ha fatto rapidamente il giro del web. Così come lo spot elettorale diffuso ieri sul sito di Scelta Civica in cui il premier uscente compare in versione nonno impegnato a giocare con i nipotini.Ma la nuova strategia empatizzante del Professore funzionerà? Oggi esprime perplessità il vicedirettore della Stampa, e scrittore, Massimo Gramellini, che nel suo Buongiorno ha definito un errore rendere umano Monti perché “a noi piaceva disumano”. “Dopo vent'anni di simpatia cialtrona, la sua cattiveria veniva presa per sintomo di serietà”, scrive il giornalista che lo invita a rigirare lo spot durante una sessione di esami in Bocconi: “Almeno sarebbe se stesso”.Formiche.net ha chiesto un parere a Luigi Ricci, direttore della società di comunicazione e marketing Barometro: “L’operazione empatia di Monti a mio parere funziona, lo umanizza, lo rende più vicino all'elettore  Introdurre format tipici della campagna elettorale americana come la ‘pet strategy’, il farsi fotografare con animali, o fare leva sulle mogli, la consorte del Professore compare nello spot, è un fattore elettorale importante”. A questo punto della campagna, sostiene l’esperto, “bisogna lavorare sugli indecisi e per conquistarli possono influire elementi come l’apparire con un cane. L’abbiamo visto con i candidati Usa, da Barack Obama con Bo a Mitt Romney con Seamus. Nel caso di Monti, Trozzy, oltre a rendere il professore più empatico, lo può avvicinare a quel 48% di italiani che possiede un animale e che magari non aveva visto di buon occhio l’ipotesi di tassare cani e gatti paventata dal suo governo a maggio”. Per quanto riguarda la presenza di ieri da Daria Bignardi, “non sarà il punto e mezzo di Berlusconi da Santoro ma il milione e mezzo di persone che hanno seguito ieri le Invasioni barbariche possono muovere qualche decimo di punto, magari motivando proprio gli indecisi”, conclude Ricci.
Più tranchant il giudizio del creativo Oliviero Toscani che interpellato su un commento sullo spot elettorale di Monti, ci ha risposto:  ”Che i politici italiani crepino!”.