21 dicembre 2012

Spread della crisi in tempo reale

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28 dicembre - ultima rilevazione del 2012: viene a 319,23 che rappresenta uno dei valori più bassi del 2012 a fine 2011 eravamo sopra 500.
21 dicembre - alle ore 11.16 lo spread Bund-Btp 10y a 310,24 +3,27 / Mentre il Bund scende di -2,0 a 1,35%, il BTP 10Y sale di +1,6 a 4,45% (La ritirata tedesca?)
La crescita dello spread è da correlare alle voci di un ripensamento di Mario Monti a candidarsi a Premier in una coalizione di centristi.  Articolo di Fabio Martini su La Stampa.
I sondaggi elettorali che attribuirebbero al "partito" di Monti un poco incisivo 12%, le bordate di D'Alema-Berlusconi e le tensioni tra Monti e Napolitano, potrebbero averlo indotto alla rinuncia. 
Nella conferenza di fine anno del Premier, spostata a domenica, conosceremo direttamente da Monti la sua decisione (diretta TV alle ore 11 su Raiuno e SkyTG24). 

19 dicembre - alle ore 13.43 lo Spread Bund-Btp 10y sotto 300, a quota 292,71 -3,53%

11 dicembre 2012 - aggiornamento  - Alla fine del post il dato dello spread in tempo reale  fornito da BORSE.IT
E' bastato che Mario Monti annunciasse le dimissioni dopo l’approvazione della Legge di Stabilità per assistere alla riapertura dei mercati con i rendimenti dei Titoli di Stato in crescita e il listino di Piazza Affari in calo.

Alla chiusura delle contrattazioni il Btp a 10 anni ha chiuso al 4,78%, con un balzo del 6,6% rispetto a venerdì scorso. Se si dovesse mantenere questo trend di crescita nelle prossime emissioni di BTP e Bot, l'onere di finanziamento del debito pubblico sarebbe più elevato, tenendo presente che gli interessi sul debito vanificano gli interventi di ripresa dello sviluppo economico, visto che nel corrente anno il Pil è negativo ed anche il 2013 secondo  Ocse permarrebbe con il segno meno.

Lo Spred BTP-BUND, dopo che una settimana fa brindavamo quota 300, è volato a 350,8, che dal grafico resta pur sempre ai minimi dell'ultimo anno.

Sull'onda della sfiducia dei mercati per il dopo Governo Monti, anche il modesto listino azionario italiano, 13° al Mondo visto che capitalizza appena 300 miliardi di €, per fare un confronto, da sola Apple con i suoi elettrodomestici trendy: Iphone5 e  Ipad, capitalizza intorno a 386 miliardi di Euro (500 miliardi di dollari), ha chiuso a -2%.



















Analisi 
Lo scorso anno nell'ultima correzione il Pil è stato positivo a +0,5%. Secondo le stime dell’Istituto Centrale di Statistica (Istat), dopo 3 trimestri con segno meno il Prodotto Interno Lordo negativo, si dovrebbe chiudere nel 2012 a circa -2%, con un deficit in crescita a -3,9%.

Per il prossimo anno l’Ocse* vede “nero”, e stima per il 2013 un’Italia ancora con Pil regressivo, e scenari di aumento della disoccupazione e del deficit. 
Ovviamente, gli economisti dell’ Ocse* si spingono a pronosticare nel 2014 una nuova manovra “lacrime e sangue” con il ricorrente inasprimento fiscale.
 *(Organisation for Economic Co-operation and Development - OECD )

Con questi numeri non c’è motivo di sperare in una ripresa per il 2014, ed il prossimo Governo dovrà, come minimo, per metà legislatura dedicarsi a contenere il deficit, e a procedere con rapidità a ulteriori e inevitabili tagli alla spesa pubblica e sociale. 

Insomma, il prossimo inquilino di Palazzo Chigi, probabilmente Pierluigi Bersani, continuerà a guiderà un esecutivo di "rigore", alla luce del quadro appena descritto. 

Auguriamoci un maggior senso di responsabilità, rispetto al passato, delle componenti politiche della coalizione che uscirà vincente dalle Elezioni Legislative del febbraio 2013.  Il prossimo Governo Politico avrà bisogno del sostegno delle parti sociali, sindacati dei pensionati,  lavoratori, professioni e imprese per un patto di rilancio dello sviluppo economico. 

Speriamo che il rilancio industriale possa procedere senza indugi, difendendo asset strategici e procedendo senza preconcetti ideologici, ove necessario, a selettive nazionalizzazioni nel settore dell’industria pesante e delle utility, dopo un decennio fallimentare di liberalizzazioni e privatizzazioni.
Salutiamo senza rimpianto il Governo dei "tecnici", che non è stato capace di procedere alle riforme auspicate nel mandato ricevuto dal Presidente della Repubblica e confermato da Parlamento. 

L'epilogo del governo Monti, la cui crisi poteva essere gestita in maniera più responsabile, salva in extremis la legge di Stabilità e il decreto che contiene i tagli ai costi della politica negli enti locali, mentre, lascia aperte questioni importanti come il riordino delle Province, Liste pulite, Ilva, fisco, digitale, esodati.


Concludiamo con una verifica su quanto affermato da Silvio Berlusconi: «Lo spread? Che ci importa» ....«E' un imbroglio, cosa ci importa di quello che pagano sugli interessi gli altri paesi?». 
Quanto affermato dal leader del Pdl è inesatto. Berlusconi da imprenditore sa benissimo che le sue aziende quando si finanziano ad un tasso d'interessi più elevato, hanno meno risorse da destinare agli investimenti e utili da redistribuire ai soci azionisti. 

Usare lo spread come uno slogan politico è sbagliato, tanto meno non è accettabile che alcune istituzioni finanziarie, dietro cui si nascondono lobby di potere, possano condizionare e alterare il normale corso della democrazia di un paese, è inaccettabile il ricatto dello spread.
Va anche detto, che dietro quel numeretto ci sono decine di miliardi di euro di interessi che sono destinati alla spesa per interessi del debito pubblico, schizzata nel 2012 a 86 miliardi di euro, pari al 5,5% del Pil, un anno prima avevamo pagato 78 miliardi di euro.
Link: Andamento diagramma bloomberg spread btp