2 novembre 2012

La fiction italiana vince: il caso di Un posto al Sole





















di Luigi Ricci, direttore Barometro

Nel dicembre 2000 la casa di produzione Pearson (FreamantleMedia), proprietaria del format “Un posto al Sole”, ci chiese di analizzare l’andamento degli ascolti della soap in onda su Raitre, nella fascia Access Prime time. 

Necessario: valutare se fosse meglio spostarla (promuovendola) da Raitre a Raiuno, testando due collocazioni. Nel primo pomeriggio (dalle 14:00 alle 15:00), ed in prima serata (dalle 20:50 alle 22:50).


Dallo studio dell’ascolto di “Un posto al Sole”, in quella stagione, la serie si piazzava ad una media di  2,7 milioni e ad uno share del 9,8%, con un delta positivo sul dato medio di rete. Pertanto, concludemmo “che le buone performance del programma consigliavano di mantenere invariata la programmazione della fiction, essendo, per di più, divenuto negli anni elemento di caratterizzazione della terza rete Rai”.

Dal dicembre 2000 sono trascorsi 12 anni. La soap di Raitre è l’unico programma dell’Access Prime time che, negli ultimi 3 anni, non ha perso spettatori. 

Come, invece, è avvenuto per “Affari tuoi” e “Striscia la notizia”. Del resto, mantenere gli ascolti dell’era digitale è diventato più arduo. Infatti, in questi anni, lo switch-off ha fatto soffrire l’offerta generalista, a vantaggio dei nuovi canali tematici dell’offerta free.

In questo scenario: “Un posto al sole” non soltanto ha conservato lo stesso livello d’ascolto, ma, nell’ultima stagione, ha registrato una crescita di circa 50 mila spettatori.

Ed è di questi giorni la notizia, uscita sul blog diretto da Andrea Amato, TVZoom.it, che il serale “Un posto al sole” festeggia a New York, con i fans americani, il rinnovo della produzione per altre 500 puntate. Link articolo TVZOOM