25 aprile 2012

I professionisti della consulenza scrivono al Governo


L'iniziativa di Assoconsult pur tardiva è opportuna perché il danno alla categoria è stato fatto. 
Sono mesi che negli organi di stampa si associa la consulenza all’eccessiva spesa della Pubblica AmministrazioneL'ultima notizia è quella dell’azzeramento dei consulenti a Palazzo Chigi, ma dietro a quei contratti di consulenza ad personam si celavano contratti di collaborazione ad ex dipendenti dell'amministrazione pubblica andati in pensione, clientelismi e raccomandazioni, fenomeni diffusi in moltissime amministrazioni ed enti ed aziende a partecipazione statale. 
A tal riguardo, l'Assoconsult si dovrebbe far promotore di un’iniziativa di legge che disincentivi il ricorso a pensionati che proseguono le collaborazioni con la PA o gli enti pubblici con le quali hanno lavorano, beneficiando di doppio o triplo stipendio.


Lettera di Assoconsult al Presidente del Consiglio

il Governo sta costruendo un percorso di modernizzazione del Paese che mira alla riforma e alla crescita dell’economia e della società italiana in una prospettiva europea.
Le iniziative di crescita richiedono ora la realizzazione di cambiamenti in tempi brevi: progetti e cantieri di sviluppo dei territori, crescita delle imprese, efficienza ed efficacia delle Pubbliche Amministrazioni, riorganizzazione del lavoro. E’ quanto le buone società di Management Consulting, da sempre “liberalizzate” perché operanti in regime di concorrenza, sanno fare: esse mettono questa loro competenza a disposizione del Paese.

La Consulenza per un modello di rapida ripresa
Da sempre competitività, efficacia ed efficienza sono temi legati a doppio filo all’attività delle società di consulenza associate a CONFINDUSTRIA ASSOCONSULT, che rappresenta le più significative imprese di management consulting: un settore che conta oltre 16mila società per  un fatturato complessivo superiore ai 3 miliardi di Euro (0,20% del PIL nazionale) e che impiega circa 33.800 addetti (0,15% dell’occupazione complessiva).
Senza dubbio la Consulenza è decisiva per attivare rapidi processi di cambiamento. Lo testimoniano le grandi aziende di successo e le multinazionali, che ricorrono alla consulenza per consolidare e accrescere il proprio valore, ma lo dimostrano anche i paesi più avanzati, i cui governi ricorrono alla consulenza per potenziare e rendere sempre più efficiente il proprio paese.  Il Management Consulting sa che molto è possibile fare se si cambiano strutture, processi, culture e modi di procedere. Il momento che viviamo chiede di coniugare rapidità e visione: la prima è la capacità di risposta immediata ed efficace, la seconda è la costruzione di una visione condivisa. In Italia, la rapidità si è spesso tradotta in gesti improvvisati; la visione, in ideologismi e rallentamenti, in attesa di riforme globali impossibili. Il Management Consulting può essere decisivo nella capacità di accompagnare imprese e pubbliche amministrazioni a fare bene e presto, avendo pensato dove si vuole andare, e a coniugare concretamente mezzi e intenti.

La Consulenza moltiplica il PIL
La Consulenza va nella stessa direzione imboccata dal Governo. L’obiettivo è il medesimo: il recupero di competitività del Paese. La Consulenza è una risorsa che fa evolvere il Paese e moltiplica il PIL. Affianca imprese e pubbliche amministrazioni per ottenere risultati e vantaggi misurabili. In particolare, può indirizzare le piccole e  medie imprese italiane verso una nuova Italian Way of  Doing Industry, generando nuove soluzioni imprenditoriali, eliminando gli sprechi e ottimizzando l’esistente . Nelle nostre PMI (il 99% del totale) è diffusa una mentalità più artigianale che imprenditoriale, agile ma carente di alcune competenze. I tempi sono cambiati: le imprese non devono vendere solo prodotti, spesso imitabili, ma servizi, conoscenze e, soprattutto, la propria unicità e superiorità. La consulenza le può affiancare, può essere loro partner, anche nell’ambito di programmi pubblici e privati di sviluppo di imprese e territori in rete.

Nel settore pubblico è necessario distinguere cosa è buona Consulenza e cosa no
Nel settore pubblico il rapporto di collaborazione tra PA e consulenza è poco sviluppato e difficile. In Germania, Francia e Regno Unito il valore del Management Consulting per le pubbliche amministrazioni è pari al 24% del totale dei ricavi del settore rispetto al 13,5% in Italia dove la consulenza è spesso confusa con altro. Esistono consulenze che è giusto denunciare e tagliare. È necessario distinguere, fare chiarezza: la vera consulenza è progettualità articolata, erogata da imprese specializzate che lavorano per l’efficienza della macchina pubblica
Vanno ridimensionati sia i contratti ad personam (impropriamente chiamati ‘consulenze’), sia il fenomeno “in house”, per il quale la PA compra consulenza da se stessa, influendo negativamente sulla qualità dei servizi (solo il 22% della spesa della PA in consulenza risulta aggiudicato tramite bandi di gara rivolti a imprese specializzate). CONFINDUSTRIA ASSOCONSULT monitora il settore pubblico e studia come sia possibile supportarlo: l’Osservatorio sulla spesa effettiva della PA per servizi di consulenza consente di segmentare in maniera trasparente gli importi dei capitoli di spesa rispetto alle tipologie di servizi e ai destinatari delle risorse (soggetti in house, imprese di consulenza, liberi professionisti); il Laboratorio su Consulenza e PA ha realizzato, in collaborazione con il Dipartimento della Funzione Pubblica, la “Guida all’utilizzo della consulenza per la PA”, un vademecum teso a rendere più consapevole la domanda di servizi di consulenza delle amministrazioni pubbliche. CONFINDUSTRIA ASSOCONSULT opera, quindi, per  favorire l’apertura del  mercato, la  qualificazione dei  servizi e  una gestione più mirata delle risorse.

Oggi si prepara il destino dei prossimi anni
Ri-generare il Paese è responsabilità di tutti. L’azione politica ha il compito di costruire la cornice al Sistema e garantirne lo sviluppo; gli imprenditori devono affrontare con coraggio un cambiamento; le pubbliche amministrazioni devono qualificare la spesa, avviare processi di vera modernizzazione, produrre migliori servizi con meno sprechi; la consulenza è determinante per concretizzare i piani di cambiamento. È tempo di adottare una visione di sistema e creare un progetto comune tra Governo, Imprese, PA e Consulenza. Perché una nuova identità per il nostro paese va sviluppata, condivisa, supportata e comunicata da tutti. Si tratta di un cambiamento di paradigma non solo strategico ma anche culturale, che si sta avviando e che è bene portare fino in fondo.
La Consulenza, la buona Consulenza, è un investimento per il Paese.
CONFINDUSTRIA ASSOCONSULT, con tutti i propri associati, è pronta a raccogliere questa sfida.