19 marzo 2012

Maratona di Roma 2013 ad impatto minimo

La Maratona di Roma, corsa il 18 marzo 2012, è stata un'occasione mancata per il programma di sostenibilità della capitale. I migliaia di corridori hanno disseminato lungo i 42 chilometri del tragitto di bottigliette, bicchieri, spugne e contenitori di plastica di integratori non recuperabili.
Una montagna di rifiuti insomma da smaltire ingiustificata e onerosa per una metropoli che combatte una sfida importante per lo smaltimento dei rifiuti.

Senza voler demonizzare la Maratona di Roma, quale vetrina mondiale dell'atletica leggera, per il prossimo anno si suggerisce agli organizzatori e al Comune di Roma, una maggior attenzione all'ambiente e al decoro di questa città unica al mondo, eliminando la distribuzione di bottiglie di pet o sostituendole con bio-bottiglie e/o bicchieri compostabili; eliminare le spugne antisudore e le fettucce di plastica per segnalare il percorso che rimangono attaccati ad alberi e lampioni.




Una strategia che concili la necessità di idratazione di un maratoneta con la necessità di mantenere pulita una città che lo ospita.  Insomma far diventare la Maratona di Roma  una gara ad impatto Zero Rifiuti e a Zero emissioni di Co2.

C'è da aggiungere che le centinaia di migliaia di persone arrivate a Roma per la maratona nel trasporto hanno emesso Co2, un esempio di maratona ecologica ce la segnalano da Austin. 

Gli eventi sono al secondo posto nella produzione dei rifiuti, in prima posizione ci sono le costruzioni.