20 novembre 2011

Milano rimane la Capitale del giornalismo, anche digitale









In attesa dell’arrivo dell’edizione italiana del famigerato Huffington Post, al vertice delle classifiche di traffico tra le testate online; negli ultimi anni nel nostro paese sono fioriti numerosi giornali online, 

tra i principali:




Questi tre giornali digitali, che si stanno facendo largo nell'affollato mercato dell'editoria online, hanno una caratteristica in comune: sono entrambi nati a Milano. 

Analizzando la tipologia dell'azionariato emerge che sono partiti distribuendo piccole quote a azionisti più o meno numerosi, con il fine dichiarato di salvaguardare l’indipendenza della testata giornalistica.

Linkiesta nata nell'autunno 2008, ha oggi circa 80 soci di cui nessuno detiene più del 3% né, ai sensi dello statuto, può detenere più del 5% del capitale. Le quote di sottoscrizione sono comprese tra i 10 mila e i 50 mila euro ciascuno.

Il sito giornalistico Lettera43 partito a ottobre 2010 ha come principale finanziatore la finanziaria Sator di Matteo Arpe (ex Ad di Capitalia); ma vede tra i soci, con somme di 100-300mila euro ciascuno, Paolo Cantarella, ex AD Fiat e Angelo Mario Moratti, figlio del Presidente dell’Inter.

Nel caso de Il Post, l’investimento iniziale richiesto è stato di quasi un milione di euro, raccolto con l’apporto di un gruppo d’imprenditori che non sono del ramo editoria, con l’obiettivo di raggiungere il break-even in tre anni.

Se si esclude il blog Dagospia, fondato da Roberto D’Agostino e il Fatto Quotidiano, della coppia Padellaro - Travaglio, entrambi con base a Roma; Milano si conferma la piazza dove è ancora possibile sviluppare un’idea vincente nell’economia digitale.