31 ottobre 2011

Analisi sul Referendum per il ritorno al sistema uninominale


Dopo la campagna referendaria che ha superato un milione e duecento mila firme, è probabile che in Parlamento non ci siano i numeri e il clima politico per modificare la legge in vigore inducendo così la Consulta ad annullare le urne.  

Tutti i sondaggi danno la maggioranza degli italiani favorevoli al sistema uninominale, ed è probabile che il quorum sia raggiunto.
Va ricordato che il “mattarellum” sistema elettorale con recupero proporzionale, in vigore tra il 1993 ed il 2005 non ha garantito la stabilità dei governi, se ne contano 5 nelle legislature 1994 e 1996; anzi, molti esponenti della nomenklatura di partito di entrambe le coalizioni venivano “paracadutati” in collegi sicuri.

La riforma elettorale varata nel 2005, che porta il nome di Calderoli, e rinominata Porcellum, era stata disegnata su misura per la maggioranza PDL, Lega e Udc; e aveva come obiettivo quello di una maggiore governabilità. Anche una parte del Pd aveva accolto bonariamente la riforma, perché avrebbe ridotto i costi del sistema uninominale, e assicurata una maggiore lealtà alle decisioni delle gerarchie di partito.

Con il ritorno al sistema uninominale le possibilità per il centrodestra di rivincere le prossime elezioni legislative, saranno nulle; vista l’attuale “crisi” di immagine di Silvio Berlusconi, l’assenza all’orizzonte di un successore carismatico, con un partito quello del Pdl poco strutturato sul territorio e la crisi della Lega che alle ultime elezioni amministrative è uscita fortemente ridimensionata.

Gli attuali sondaggi preelettorali, nonostante il primo partito sia quello degli indecisi, assegnano al centro sinistra a guida Pierluigi Bersani la maggioranza di voto, mentre la coalizione al Governo è in caduta, con l’Udc ago della bilancia, ma più forte se alleato con il Pd.

Va aggiunto che nello stesso periodo del 2005 i sondaggi assegnavano uno svantaggio di 9 punti della Coalizione a guida Berlusconi sull’opposizione del Pd, ed al voto della primavera del 2006 la vittoria della coalizione di centro sinistra fu talmente risicata e traballante che il Governo Prodi durò neanche due anni.

Nelle simulazioni sui flussi di voto, è stato accertato che l’elettore moderato “ama” il proporzionale; nei collegi uninominali il centro sinistra è più competitivo, nel 2001 la Casa delle Libertà prevalse di appena 2,4 punti % e nel proporzionale lo scostamento arrivò a 9 percentuali.

Si capisce perciò quanto il proporzionale alla Porcellum rappresenti un sistema elettorale imprescindibile per la sopravvivenza dell’attuale maggioranza..

Neppure in alcuni settori del Pd c’è entusiasmo nel ritorno all’uninominale, perché le ultime elezioni amministrative hanno confermato come esponenti Sel e Idv dove si sono presentati, hanno escluso dalla competizione esponenti moderati del Pd.