11 gennaio 2011

Interessante articolo del Telegraph sul rapporto tra bambini/adolescenti ed internet, dopo che la giornalista del programma Panorama in onda sulla BBC,  Sophie Raworth, ha puntata il dito contro i videoclip musicali sui canali televisivi e Youtube accessibili dai bambini conterrebbero scene erotiche esplicite.
Il dibattito in Gran Bretagna si è allargato all’intera rete, addossando la responsabilità della sessualizzazione precoce dei bambini al porno online che è facilmente raggiungibile da un pc.
Una ricerca condotta dalla London School of Economics, dimostra il 52% dei bambini britannici tra i 9 e i 16 anni hanno accesso a Internet nelle loro camere da letto.
Molti di loro passano ore sui siti di social networking come Facebook o Badoo, a chattare con gli amici, ma anche flirtare con gli estranei.
Lo studio fa emergere che oltre il 24% del panel analizzato ha dichiarato di aver guardato la pornografia nel corso dell'ultimo anno. La maggior parte della navigazione online su questi siti si verifica da casa, subito dopo la scuola, quando i genitori non sono a casa e sono al lavoro.
Per ostacolare la diffusione della pornografia tra i bambini e ragazzi, il deputato conservatore Claire Perry, ha annunciato che intende costringere le imprese a banda larga a tagliare i siti per adulti a meno che le famiglie ne facciano richiesta.