14 luglio 2010

Incidenti stradali: dimezzate le vittime negli ultimi 20 anni

E' sempre un piacere per uno statistico impertinente come me, scoprire nuovi strumenti di statistica socioeconomica di facile accesso. Google Public Data Explorer è il nuovo servizio di visualizzazione grafica di grandi serie statistiche.

Quante volte avrete ascoltato, durante tribune politiche, talkshow, i politici diffondere dati e statistiche con i quali in qualche modo riescono sempre a dimostrare tutto?

La maggior parte di noi prende per buone o per cattive le informazioni che queste figure ci danno e non approfondiscono con una ricerca su Google "googlare" che solitamente restituisce un’immagine neutrale della situazione in esame fornendo sia l’una che l’altra fonte.

Con Google Public Data Explorer gli utenti di internet possono accedere con facilità alle statistiche nazionali su tassi di disoccupazione, fertilità media, attività criminali e chi più ne ha più ne metta.

Oggi ci occupiamo un tema di attualità: gli incidenti stradali; dal momento che proprio in questi giorni è stata presentata la campagna sulla sicurezza sulle strade "Guido con prudenza".

Incidenti stradali: calano le vittime Fonte Eurostat 1991-2006 dal 8.000 a 5669, con una flessione di oltre il 30% in 15 anni e del 45% negli ultimi 20 anni, stimando nel 2009 4.600 decessi.


Nel 2007 ci sono stati 5.131 decessi, mentre nel 2008 i morti sono scesi a 4.731, ancora tanti se si considera che oltre il 30% degli incidenti è dovuto al consumo di droghe ed alcol.

Nel 2009 i dati indicano un’ulteriore flessione di circa il 15%.

C'è da aggiungere un'ulteriore nota positiva, l’analisi dell’incidentalità mette in risalto un trend costante di riduzione della gravità degli incidenti, evidenziata dall’indice di mortalità (numero di morti ogni 100 incidenti), che si attesta al 2,2% nel 2007 contro il 2,8% del 2000, e dall’indice di gravità, che passa da 1,9 a 1,6 decessi ogni 100 infortunati.

Anche Francia e Germania, che avevano negli anni passati un numero di decessi superiore a quello italiano, negli ultimi anni evidenziano una forte diminuzione.