8 aprile 2010

Ascolti TV della serata finale del Festival di Sanremo

Si è concluso tra le polemiche, il “60° Festival di Sanremo”, tra qualche giorno i fischi e le critiche scompariranno e ricorderemo i motivi delle canzoni in gara.

La partita degli ascolti, si è conclusa con un risultato insperato, in tutte e 5 le serate, concludendo con un ascolto medio di 10 milioni 994 mila spettatori ed uno share del 48,1%, rispetto all’ultima edizione di Paolo Bonolis, Antonella Clerici ha fatto meglio di 600 mila spettatori, con uno share di un punto più basso perché quest’anno il festival chiudeva solitamente prima.

La serata finale del “Festival di Sanremo” ha realizzato un ascolto medio di 12 milioni 462 mila spettatori e uno share del 53.2%, ed un’età media di 52 anni.

I picchi d’ascolto sono stati, il primo di 15 milioni 196 mila, alle 22.13, in coincidenza con l’esibizione osé di Lorella Cuccarini, il secondo di 14 milioni 975 mila alle 23.33 quando la Clerici ha annunciato i nomi dei tre finalisti, ed in risposta sono partiti i fischi ed il lancio degli spartiti da parte degli orchestrali.

Il terzo picco di 14 milioni 673 mila è stato raggiunto dai giovani cantanti del cast di “Ti lascio una canzone”.

Quando Valerio Scanu si è esibito da vincitore del festival alle 24.48 c’erano a guardarlo ancora 12 milioni 265 mila spettatori e uno share del 77,34%.

Prima della proclamazione del vincitore, dalle 23.51 fino alle 23.58 gli operai Fiat di Termini Imerese intervistato da Maurizio Costanzo ha raggiunto punte d’ascolto di 13 milioni 685 mila spettatori e uno share del 67%; poi da Mezzanotte l’intervento di Pierluigi Bersani segretario del Pd e del Ministro Claudio Scajola si è attestato a quasi 12 milioni 840 mila spettatori e uno share del 65,6%.

Il profilo d’ascolto della serata finale del Festival, indica tra gli Under 35 uno share del 45% circa, per salire al 57,7% tra gli Over 55 anni, tra le donne l’ascolto ha raggiunto uno share del 58,8% mentre, tra gli uomini del 46,2%.

Nel Sud ed Isole lo share è stato del 59,3%, nel Centro Italia del 56,8% e nel Nord del 46,9%.