12 gennaio 2010

Emilio Fede 20 a Mediaset e 50 in TV

Il Clandestino del 15 dicembre 2009 (in edicola dal martedì al sabato) di Luigi Ricci

Alla festa delle 20 candeline a Mediaset, avvenuta alcune settimana fa, veniva malignato del pensionamento per Emilio Fede. Invece, per dimostrare di che razza è fatto il direttore, la sera dell’aggressione al Premier, ha raccontato gli avvenimenti in presa diretta, esattamente come gli era accaduto innumerevoli da giovane quando stava al telegiornale della Rai, dimostrando ancora una volta che passerà ancora del tempo prima che lo mandino ai giardini a giocare con i nipotini.

Il viaggio di Fede nel rutilante mondo della TV comincia proprio in Rai e li è rimasto fino al 1987, dopo una breve stagione a Rete4, arriva la chiamata di “Silvio” alla Fininvest, e da li una nuova stagione di grandi successi.

La scommessa di Berlusconi su Fede non tarda ad arrivare, Emilio da buon giocatore aspetta l'asso mancante per il poker, che si chiama Desert Storm, lo scoop che vale una carriera. Fede è stato il primo giornalista, e da una tv commerciale senza diretta, a dare la notizia di dell'attacco Usa su Bagdad, mettendo in croce tutti e tre i tg Rai.

Dal 1992 guida con pugno di ferro e guanto di velluto il Tg4. Conduzione in piedi e fogli in mano, è diventato un’icona di Antonio Ricci, per via delle immagini rubate in bassa frequenza che lo ritraggono arrabbiato con fantomatici redattori.

C'è da credere che quel furbone di Emilio Fede, crei queste sfuriate ad arte proprio per entrare nei siparietti di Striscia la Notizia nei momenti di massimo ascolto della TV. Infatti, Fede di TV se ne intende, parecchio, visto che è stato per anni anchorman del Tg1, inviato di punta del settimanale di approfondimento giornalistico Tv7 e conduttore del mitico programma "Test" che andava in prima serata su Raiuno, i cui ascolti nel 1984 raggiungevano i 12 milioni di spettatori, successo che gli valse anche un Telegatto.