1 ottobre 2009

La Romagna insegue il turismo gay


Mentre in Italia, i gay sono vittime di violenze, ed i loro ritrovi oggetto d’intimidazione, nel resto del Mondo fanno a gara ad attrarne il maggior numero possibile, dal momento che nella comunità gay c’è un’elevata percentuale di creativi ed innovatori, e quando viaggiano sono ritenuti clienti ad elevato potere di acquisto.

Nel saggio “La nuova classe creativa”, del sociologo americano Richard Florida, si individuano nelle 3 T (tolleranza, talento e tecnologia) i requisiti che deve possedere una società o un distretto urbano per avere innovazione e crescita socioeconomica.
E' nel rispetto delle minoranze, dai gruppi etnici ai gay e lesbiche, che si nasconde uno dei segreti del successo di distretti industriali come la Silicon Valley o Miami.


Nel settore del turismo nelle navi da crociera, ad esempio, ci sono alcune compagnie considerate più 'gay friendly' rispetto ad altre, in parte perché hanno accolto positivamente l'aumento dei viaggiatori gay.
Ci sono compagnie da crociera come Disney Cruise Line, poco interessante al turismo gay dal momento che i loro pacchetti turistici sono studiati per famiglie tradizionali 'nucleari'.
In Europa il settore crocieristico è stato finora attento alla sua base turistica rappresentata dagli anziani, trascurando le potenzialità della clientela giovane e gay.

Secondo il sito Gay Holydays in Italia l’unica destinazione gay oriented è Torre del Lago in Versilia, Su Gay Holydays non ci sono località della riviera romagnola e delle isole (Sardegna e Sicilia), mentre in altri paesi come la Spagna, nostri diretto rivale, le località selezionate sono 4: Ibiza (Isole Baleari), Granada (Andalusia), Sitges (Barcellona) e Playa del Ingles (Gran Canaria); La Grecia annovera: le Isole cicladi, Mykonos in testa, ma anche Santorini, Paros e Lesbos.

A tal proposito, da una ricerca di mercato condotta in Italia è emerso che i gay sono dei gran viaggiatori e che il settore è in costante crescita. Il giro d’affari generato dai turisti omosessuali è il 7% del totale, e sale al 10% del fatturato viaggi mondiale.

La scarsa attenzione, se non un ostracismo strisciante verso i gay, ha derminato che soltanto il 55% dei viaggiatori gay resta in Italia per le proprie vacanze, mentre il 45% sceglie destinazioni estere come Sud America, Canada, le grandi capitali europee e Sydney, molto più tolleranti verso gli omosessuali.

Sembra che il sistema turistico romagnolo abbia compreso questa tendenza, perciò la prossima edizione del Ttg Incontri di Rimini, che si terrà dal 16 al 18 ottobre, avrà in programma un focus proprio sul fenomeno del turismo gay e lesbian.

A condurre l’incontro in fiera sarà una delle massime realtà del settore, l’americana Iglta (la sigla sta per International gay & lesbian travel association), che da anni opera nel campo del turismo omosessuale.