22 gennaio 2009

Fiction Top 2008 Rai & Mediaset su Prima Comunicazione

Prima Comunicazione di Gennaio 2009 di Anna Rotili
LA TOP TEN 2008
Tradizionale bilancio, con la collaborazione dell'istituto di ricerche Barometro di Luigi Ricci, della fiction che è stata trasmessa nell'anno che si è appena chiuso sulle reti Rai e Mediaset. Il 2008 ha registrato anche la novità del debutto delle due prime produzioni di Sky, “Quo Vadis, baby? ” e “Romanzo criminale”, un fatto interessante per il settore anche se la peculiarità dell'ascolto della pay tv non consente di valutarle nel calderone generalista.
Focalizzandoci dunque su Rai e Mediaset, si vede che la fiction 2008 registra un andamento con picchi di successi e di flop e un trend calante che è in atto da qualche tempo.
"In ogni caso il primo aspetto da segnalare è l'overdose di prodotto fiction sul primetime di Raiuno e Canale 5", sottolinea Ricci. "Il 2008 sarà ricordato come l'anno record per il numero di serate di fiction: 262 prime visioni contro 246 nel 2007. Entrambe le ammiraglie hanno aumentato i volumi di programmazione: 115 serate su Raiuno, 106 su Canale 5". Insomma ma la fiction si riconferma un genere di grande popolarità anche in una televisione che sta cambiando: “E’ vero che i valori d'ascolto del prodotto si sono mediamente abbassati, ma bisogna tener conto che lo zoccolo duro di Rai e Mediaset viene costantemente eroso dalle reti digitali", dice Ricci.
A fronte di un incremento delle quantità continua a ridursi il rendimento medio del prodotto che è tra i più costosi della tivù. I dati parlano chiaro. Su Raiuno la fiction in prima emissione ha generato un ascolto medio di 5 milioni 744mila spettatori perdendone 200mila sul 2007. In termini di share vuol dire un punto secco in meno in percentuale (22,8% vs 23,9% nel 2007), che su un anno non è poco. Resta però il
fatto che il risultato è superiore alla media della rete (5 milioni 181mila e 23,1%) e batte la concorrenza. Proporzionalmente perde un po' meno Canale 5 che partiva, però, da una soglia più bassa e dove la fiction ha totalizzato 4 milioni 914mila rispetto a 5 milioni 101 mila dell'anno precedente, al 20,8% di share contro il 21,5% nel 2007, un ascolto comunque in leggero vantaggio sulla media della rete (4 milioni 488mila e 20,8% di share).
Nel raffronto tra diverse offerte televisive, su Canale 5 l'intrattenimento prevale sulla fiction e si afferma come il genere più forte con circa 5 milioni di ascolto medio e uno share del 23,9% su 106 serate di programmazione.
Su Raiuno è invece la fiction a mantenere il primato sull'intrattenimento che genera 4 milioni 723mila spettatori medi e 22,5% di share spalmato su 111 serate.
E sarebbe il genere principe se il calcio con gli Europei estivi non avesse spopolato (7 milioni 813mila di media e 32,8% di share), tanto da occupare le prime nove collocazioni della classifica delle dieci serate top del 2008. La decima casella è, però, appannaggio della fiction grazie a `Montalbano'.
Ma se la produzione Made in Italy è diventata irrinunciabile per le due reti principali di Rai e Mediaset è anche perché il cinema ha visto polverizzare il suo gradimento. "Nessun film figura tra i primi 100 titoli dell'anno", dice Ricci.
"Su Raiuno sono diventati ormai una rarità e il dramma è che, quando a Canale 5 hanno deciso di rimpiazzare fiction in difficoltà anche con buoni film hanno sempre ottenute ascolti peggiori. Interessante poi notare che gli ascoltatori persi su Rai e
Mediaset il cinema non li ha riacquistati su Sky, dove un film se va davvero bene raccoglie al massimo un milione di teste”.

E come è andata la fiction sulle altre due reti della Rai? Su Raidue, rispetto al 2007, dimezza le serata (13) e registra la fuga di 269mila spettatori con un ascolto medio che non raggiunge i 2 milioni con l'8,2' di share ed è inferiore alla media di rete (11,5% di share e 2 milioni 660mila spettatori).
Il bilancio si fa più amaro nel confronto con i telefilm americani che su 191 serate hanno generato mediamente un'audience di 2 milioni433mila al 10,7%. Con questi numeri
non si può dar torto al direttore Antonio Marano che ha puntato decisamente sulle serie americane snobbando la fiction italiana costosissima. (ha prezzi pressappoco equivalenti
quelli di Raiuno) mentre una serie d'acquisto costa a Rai­due molto meno della metà. Se non si riuscirà a interveni­re sui costi di produzione la fiction diventerà insostenibile per questa rete.
Si registra una tendenza al ribasso delle performance an­che su Raitre, dove sono an­date in onda 22 serate al 7,8% di share e circa 2 milioni di ascolto medio (-0,8% sul 2007). Ma, perlomeno, i costi del prodotto per la terza rete sono compatibili.

Entrando nel merito dei successi e dei flop dell'anno, il fenomeno più chiaro in discontinuità col passato “è sta­to il rendimento più basso delle miniserie”, dice Ricci. "Il prodotto baluardo e più co­stoso di Raiuno scricchiola. Segno che si è chiusa la fase uno della fiction in cui sono stati raggiunti volumi consi­derevoli a costi molto alti. Fa­se due vuol dire conciliare buone performance con prez­zi più contenuti facendo lun­ga serialità. Con il calo della pubblicità non è più sosteni­bile un prodotto come la mi­niserie".

Chi sono dunque i campio­nissimi dell'anno? Nella clas­sifica dei super successi del 2008 otto sono i titoli di Raiuno e due di Canale 5. Il trono se lo aggiu­dica “Montalbano”, che è una collezio­ne di tv movie ed è stato l'unico ex­ploit della stagione. Sfidando gli anni e le polemiche politiche (da parte del­la destra più becera), il commissario di Camilleri prodotto da Carlo Degli Esposti della Palomar (Endemol) ha avuto su Raiuno una performance stratosferica di 8 milioni 434mila spettatori e un film dei quattro anda­ti in onda ha oltrepassato il traguar­do dei nove milioni. Segue “Rebecca, la prima moglie”, il mistery melò del­la Titanus, che ha alle spalle il ro­manzo di Daphne du Maurier e fa­mosi film tra cui quello di Alfred Hit­chcock con lo stesso titolo della miniserie Rai. Al terzo posto si accomoda “La vita rubata”, il tv movie ad alta in­tensità drammatica di Alessandro Jacchia della Albatross (7 milioni 604mila). “Per una notte d'amore”, il melò della Immagine e Cinema di Edwige Fenech, in quarta posizione, seguita dalla miniserie “Il maresciallo Rocca e l'amico d'infanzia” con l'inossidabile Gigi Proietti e realizzata da Guglielmo Ariè della Solaris che ha raccolto il testimone del padre Adria­no Ariè, il patron della storica serie prematuramente scomparso.
Alla library di Mediaset appartiene invece il fenomeno della stagione scorsa, “I Cesaroni”, la serie di Carlo Bixio che ha dato fama nazionale al quartiere romano della Garbatella e che scala la sesta posizione con quasi sette milioni di audience su 13 sera­te. Sul gradino successivo ascende “Ho sposato uno sbirro”, il giallo fa­miliare in sei puntate su Raiuno della Lux di Matilde e Luca Bernabei, con Flavio Insinna a fare il commis­sario marito: oltre sei milioni e mez­zo di spettatori.

All'ottavo posto figura “Caravaggio”, con le intriganti luci di Vittorio Storaro, prodotto da Ida Di Benedetto della Titania con 6 milioni 432mila spettatori, e nono “Il coraggio di Angela”, una bella storia civile di Rosa­rio Rinaldo della Magnolia (6 milioni 400mila) entrambi andati in onda su Raiuno mentre chiude la top ten un altro tv movie, “Io ti assolvo”, della Janus di Alberto Tarallo e targato Mediaset, che è stato il più visto di Canale 5 (5 mi­lioni 373mila).
Tra le miniserie di maggior successo non si può comun­que tralasciare di citare “Coco Chanel”, altra produzione Lux Vide per Raiuno, che per un soffio non è entrata nel grup­po di testa (undicesima posi­zione e 6 milioni 397mila), e “Io non dimentico” della Janus che è stata la più vista di Ca­nale 5 (6 milioni 373mila). Hanno superato i 6 milioni di spettatori anche ”Don Zeno” di Mario Rossini della Red Film per Raiuno e “Il bambino della domenica” della Casanova En­tertainment.
Tutti gli altri titoli della ca­tegoria trasmessi - per la maggior parte dalla Rai -hanno registrato ascolti a scendere incluso “Paolo VI” (5 milioni 447mila), segno che persino un Papa non è più una certezza, e “Aldo Moro” della Taodue di Valsecchi (4 milioni).
Analizzando il genere le top ten ospitano solo cinque mini-serie (in passato dominavano) e soltanto due hanno superato la soglia dei 7 milioni e mezzo (nel 2007 erano state quattro).
Quanto alla lunga serialità, il bilancio è in chiaroscuro. I volumi tra sequel e nuovi titoli, tra serie lun­ghe e serie brevi, si equivalgono con quelli dell'anno scorso. Anche la Rai, con meno remore, ha imboccato la strada della fiction più industriale fi­nora dominio di Mediaset. Rispetto al 2007 ci sono stati molti debutti che dimostrano la voglia di sperimentare dei network e dei produttori, che fa sempre bene anche se alcuni debutti non hanno convinto la platea.
Purtroppo restano discontinui i ri­sultati per i sequel che hanno regi­strato un andamento declinante, a parte “I Cesaroni” e “Don Matteo 6”, la serie Lux Vide del prete investigatore con Terence Hill, che ha avuto una tenuta stagna su Raiuno (6 milioni 156mila), in casa Rai le riprese più attese erano “'Capri 2” (Rizzoli) e ”Rac­contami 2”. La serie di Angelo Rizzoli, tra interruzioni, scioperi delle troupe e problemi economici del pro­duttore, ha raggiunto su Raiuno la sufficienza (5 milioni 747mila), per­dendo però circa 700mila spettatori sulla prima edizione; deludente si è rivelata la seconda stagione di “Raccontami” della PayperMoon (5 milioni di spettatori contro i 6 milioni 200mila del 2006).
Un caso a parte è “Medicina generale”, serie hospital della Grundy massacrata da una stranissima programmazione della rete di Del Noce. Parte delle puntate sono andate in onda nel 2007 con 5 milioni 354mila di media, le ultime sette riportate in onda un anno dopo si sono perse per strada un milione di spettatori (4 milioni 278mila).
Tra le serie corte ha riconfermato lo stesso risultato positivo “Provaci ancora prof 3” della Endemol per Raiuno (5 milioni 600mila) e se l'è cavata per il rotto della cuffia “Un caso di coscienza 3”, con una media di 5 milioni 44mila, un milione di spettatori in meno sul 2007, riscattandosi però con la vittoria all'ultima puntata sul “Grande fratello”.
La discreta partenza di “Tutti pazzi per amore”, nuovo format di origine spagnola della Publispei, con 5 milioni 124mila di audience media in onda da dicembre su Raiuno, fa da contraltare al flop di “Terapia d'urgenza” su Raidue, format spagnolo prodotto in Italia dalla spagnola Videomedia, che ha racimolato appena un milione 600mila spettatori. Anche Raitre ha sperimentato l'insuccesso della “Nuova squadra”, il poliziesco napoletano della Grundy che nella versione rinnovata, più realistica e meno rassicurante, non ha incontrato il gradimento del vecchio pubblico (1 milione 870mila).
La serialità di Mediaset ha viaggiato come su un ottovolante dalle vette dei “Cesaroni”ai flop dei nuovi esperimenti, un esempio per tutti “Crimini bianchi” della Taodue. La squadra di Pier Silvio Berlusconi aveva messo molta carne al fuoco, tentando strade diverse anche per far fronte al futuro pensionamento di alcuni campioni seriali: 'Carabinieri' è arrivato al capolinea (4 milioni 121mila) dopo sette anni di onesto servizio, lo storico 'Distretto' all'ottava edizione, rinnovato nel cast e nelle storie, è stato abbandonato da quasi 700mila spettatori ed è sceso a quota 4 milioni 642mila. Ancora più netta la flessione dei 'Ris', che si è inchiodato a 4 milioni 427mila contro i 6 milioni 48mila del 2007.
Per questo è stato un duro colpo il tonfo di “Crimini bianchi”, la nuova serie sui mali della sanità tricolore di Pietro Valsecchi smontata da Canale 5 dopo due puntate (2 milioni 453mila). Valsecchi, un produttore ad alto share, ha subìto anche lo stiracchiato risultato dei “Liceali” (4 milioni 900mila), una nuova commedia sulla scuola un po' maltrattata dalla programmazione.
Non ha centrato il gol, malgrado la simpatia delle attrici, neppure “Amiche mie” (4 milioni 524mila), una produzione di Mediavivere che ha riproposto anche il seguito di “Questa è la mia terra” (4 milioni 300mila), mentre si è spento nell'anonimato il cappa e spada 'II sangue e la rosa' di Alberto Tarallo (4 milioni 500mila). Unica serie che se l'è cavata è “Anna e i cinque” della Magnolia, con Sabrina Ferilli non in forma smagliante (5 milioni 100mila).
Molte di queste serie verranno riproposte nelle prossime stagioni 2009-2010 tra cui certamente “Don Matteo”, “Capri” Medicina generale”, “Provaci ancora prof”, “Un caso di coscienza” e “Tutti pazzi per amore” su Raiuno; e “I Cesaroni”, “I liceali”, “Distretto di polizia”, “Ris” e, probabilmente, “Amiche mie” e “Anna e i cinque” su Canale 5. Ma l'incognita che potrebbe ridisegnare gli scenari produttivi è il forte calo della pubblicità che si è manifestato negli ultimi mesi del 2008 e potrebbe accentuarsi quest'anno. All'ordine del giorno dei due network si è imposto il tema del risparmio e ci sarà quindi un'attenzione molto forte ai costi della fiction e molto più oculate dovranno essere le scelte che si prenderanno.
Per informazioni tel. 06.3735.0466 o marketing@barometro.com