15 ottobre 2008

I farmacisti promossi con lode dai cittadini


Con l'arrivo nella vendita dei farmaci del canale GDO e delle parafarmacie, i farmacisti in questi ultimi due anni si sono impegnati per promuovere nei confronti dell'opinione pubblica numerose campagne di sensibilizzazione che rafforzassero il loro legame con il territorio e con i cittadini. La figura del farmacista rappresenta un autorevole punto di riferimento da consultare sempre più di frequente dal momento che è in aumento il ricorso all'autocura.

E' di questi giorni l'uscita di due indagini condotte da Added Value dal Censis, i cui risultati confermano le considerazioni riportate sopra.

Sintesi dei risultati dell'indagine Added Value commissionata dall'azienda farmaceutica Boehringer Ingelheim.

"La scelta della farmacia dipende dal buon rapporto col farmacista più che dalla modernità del punto vendita".

Sui motivi che spingono gli italiani a scegliere una certa farmacia, il 31% ha risposto "perché il farmacista è gentile e disponibile", e il 23% "perché mi fido del farmacista". Per il resto del campione a fare la differenza è la farmacia in sé: il 18% la sceglie perché trova "un vasto assortimento di prodotti", il 17% "perché è comoda e vicino casa", il 5% "per abitudine", il 3% "perché è vicina al lavoro" e il 3% "perché vicina allo studio del mio medico".

Fra gli elementi ritenuti più importanti dal cittadino nella sua "farmacia ideale", al primo posto c'è "la capacità del farmacista di dare buoni consigli", seguita dalla sua "disponibilità all'ascolto", e dalla sua "gentilezza".
A seguire: "la possibilità di avere un po' di riservatezza quando parlo con il farmacista", "la rapidità della farmacia nel far avere un prodotto se al momento non è disponibile".

E ancora: "il livello dei prezzi", "l'esposizione dei prodotti in modo ordinato e ben visibile", "la rapidità nell'essere serviti", "l'esposizione dei prezzi", " l'assortimento dei prodotti per la salute e la bellezza", "l'assortimento dei prodotti di automedicazione", e la "disponibilità di materiale informativo sui prodotti e sulla salute".

Risulta dunque, si legge nelle conclusioni dell'indagine, "più che buona la relazione tra italiani e farmacia, e la positività di giudizio dipende dal rapporto col farmacista più che dalla modernità del suo punto vendita. Il ruolo professionale della categoria - conclude la ricerca - rappresenta quindi il vero driver per lo sviluppo della farmacia italiana".

La sintesi della ricerca Censis per il Forum per la ricerca biomedica, è stata pubblicata su La Repubblica

Gli italiani promuovono il servizio sanitario nazionale per quanto riguarda la copertura pubblica per i farmaci, anche se non in tutte le regioni, e il 69% è favorevole alla vendita dei medicinali anche nei supermercati.

SODDISFAZIONE PER LA COPERTURA FARMACEUTICA - Gli italiani, secondo l'indagine realizzata su un campione di mille cittadini, sono dunque soddisfatti della copertura farmaceutica pubblica: il 61% ritiene infatti sufficiente la disponibilità di farmaci mutuabili rispetto alle proprie esigenze di salute. La percentuale, però, cambia a seconda delle regioni: si passa dal 60% nel Nord al 78% nel Centro Italia, per arrivare al 49% al Sud.

FIDUCIA NEL FARMACISTA MA BENE IL SUPERMARKET- Dall'indagine emerge anche una grande fedeltà dei cittadini verso la farmacia di fiducia (il 67% si rivolge alla stessa farmacia). Il farmacista (77%) segue il medico di medicina generale (97%) come soggetto che deve dare informazioni.

Fiducia nel farmacista, dunque, ma senza preclusione rispetto all'evoluzione delle modalità distributive: oltre il 69% degli italiani è infatti favorevole alla possibilità di vendere i farmaci in luoghi diversi dalle farmacie, anche se per il 56,6% la vendita deve avvenire sempre e comunque in presenza di un farmacista.

AUMENTA L'AUTOCURA - La ricerca del Censis puntualizza anche un sempre maggiore ricorso all'autocura per le patologie lievi anche se riduce la quota di italiani che individua nelle abitudini e nello stile di vita i fattori che promuovono la buona salute (-9,1% rispetto al 1987 e -21,6% rispetto al 1998). È come se, è l'analisi del Censis, «l'onda dei ministri della salute schierati apertamente nella battaglia contro il fumo e a favore della diffusione di stili di vita salutari, anche attraverso martellanti campagne, sia in pieno rallentamento».