7 luglio 2008

Il candidato Premier vincente


Il candidato Premier vincente

Dopo il tentativo fallito di Walter Veltroni di battere Silvio Berlusconi, si pone il problema di definire quali requisiti dovrà avere il prossimo candidato Premier della coalizione di centrosinistra, tra quanti hanno il potenziale di successo, il coraggio e la voglia di servire il Paese.
Nei due scontri diretti Berlusconi-Prodi del 1996 e del 2006, per due volte Prodi, ex presidente dell'Iri, ha sopravanzato Sua Emittenza, anche se nell'ultima sfida il margine è stato alquanto risicato e la legislatura è durata poco.
Da qui dobbiamo partire, per delineare il profilo del futuro candidato, vale a dire, che se a concorrere c'è un rappresentante della politica, il risultato sarà di sconfitta, anche se è stato un amministratore Sindaco di Roma, com'è avvenuto nei due casi Rutelli nel 2001 e Veltroni nel 2008 (Per molti elettori del Nord, Roma resta sempre ladrona).

La maggioranza dei cittadini non intende farsi governare da politici di professione, e l'insofferenza verso la classe politica, giudicata inefficiente e vissuta come una Casta privilegiata, è un fatto acquisito dalla maggioranza dell'opinione pubblica.

Berlusconi, nonostante da circa 14 anni lavori in politica, è ancora percepito come imprenditore, un uomo del saper fare, presidente di aziende e di una squadra di calcio, che è tra quelle che ha vinto il maggior numero di trofei negli ultimi 25 anni, vissuto come un uomo di successo.

In questo tipo di situazione, a prevalere più che le idee ed il programma elettorale è il culto della personalità dei candidati. Ciò induce a pensare che "costruire" un candidato vuol dire confezionare al candidato una personalità "presidenziale", anzi meglio se presidente lo è già stato, come è stato con il candidato Prodi.

I recenti studi sull'opinione indicano infatti che il candidato ideale dovrà esprimere una spiccata umanità, avere un'irreprensibile condotta etico-morale, ispirare fiducia più che ammirazione e deve essere qualche d'uno fuori dalla Politica, e non necessariamente al di fuori delle istituzioni.

Alcuni blind test, condotti all'insaputa dei candidati, hanno messo in luce la forza di 8 candidati, 3 dei quali con elevate possibilità di successo.

Ciò che preoccupa maggiormente, un'eventuale strategia di posizionamento del candidato, sarà l'accesso ai canali principali della comunicazione televisiva, che per la maggior parte sono attualmente presidiati da soggetti riconducibili all'attuale Premier.

Di Luigi Ricci - Statistico ed esperto di comunicazione