21 luglio 2008

Fiction TV, Luigi Ricci su Prima Comunicazione

Prima Comunicazione di Luglio 2008 di Anna Rotili

Per un bilancio della fiction della primavera abbiamo fatto la consueta chiacchierata con Luigi Ricci della Barometro, che ha analizzato i risultati del prime time di Raiuno e Canale 5 nel periodo dal 1° gennaio al 31 maggio 2008 comprensivo della garanzia pubblicitaria. Dunque, Ricci, quale è il consuntivo della stagione? "Decisamente positivo per la fiction e l'industria nazionale che si confermano strategiche per Raiuno e Canale 5 e hanno un peso sempre più rilevante sulla loro programmazione". In effetti mai forse tanta fiction si è vista sulle due reti come negli ultimi mesi. Su Raiuno ha conquistato quasi il 50% delle ore complessive di programmazione con 59 serate di prima visione (e 15 di repliche), ma Canale 5 le sta alle calcagna con 56 serate (più tre di repliche). In particolare la fiction "è stata decisiva", dice Ricci, "all'obiettivo d'ascolto di Raiuno a fronte di un calo del varietà che invece su Canale 5 ha avuto una buona resa. Su Raiuno la fiction ha tenuto testa anche al grande calcio". Delle prime dieci serate top della stagione la fiction scala la prima e la seconda posizione con “Rebecca” (8 milioni 553mila) e “Per una notte d'amore” (8 milioni 363mila) di Raiuno che battono Sanremo' (8 milioni 123mila) e la partita di Coppa Italia (7 milioni 689mila). Seguono ancora una serie e una miniserie: “I Cesaroni” di Canale 5 che ritroviamo anche all'ottavo posto e “La vita rubata” di Raiuno sesta classificata, mentre completano l'empireo lo “Show dei record” di Canale 5 (7 milioni 528mila) e ancora il calcio della “Champions League” con 7 milioni 491 mila di Raiuno.
Comunque, anche la fiction "come tutta la televisione sta subendo un assestamento per la presenza di SkvTV che con calcio, film e telefilm erode gli ascolti generalisti", prosegue Ricci, "ma è l'unico genere televisivo rimasto fuori della portata della pay tv che programma prevalentemente fiction di importazione".
Passando ai prodotti, il successo ha premiato la lunga serialità di tipo “familv”, di cui la variante più frizzante sono “I Cesaroni”, che da sola ha regalato a Canale 5 nove delle prime trenta serate top della stagione. AI contrario è sembrato più appannato il poliziesco. Il motivo? “I Cesaroni” come “un medico in famiglia” sono fiction domestiche estremamente rassicuranti". Ricci dà qualche consiglio a chi produce: "In una società in cui ciascuno si sente più insicuro, solo all'interno delle pareti di casa ritrova la tranquillità. Se accendo la tivù voglio rilassarmi e, specie quando l'informazione cavalca come sta facendo la leva della insicurezza, dalla fiction mi aspetto contenuti di evasione". A riprova che la commedia familiare ha conquistato le preferenze degli spettatori l'ottima affermazione della nuova serie di Raiuno 'Ho sposato uno sbirro'. Altro fatto da segnalare, sul fronte delle miniserie, è che siamo "alla prima stagione in cui Raiuno non vince con una fiction religiosa. Ne sono state fatte tante in passato e il filone va esaurendosi".
Ma dalle elaborazioni della Barometro emergono altri spunti interessanti nel confronto della fiction con gli altri generi pregiati della tivù. Rispetto alla primavera precedente Raiuno ha visto un calo generalizzato di tutti i tipi di offerta. La fiction ha sostanzialmente tenuto contribuendo in maniera essenziale alla vittoria della garanzia, che ha avuto un rilancio nella seconda metà della stagione quando la rete ha intensificato la programmazione di serie e miniserie fino a cinque serate settimanali facendo un corpo a corpo con quelle di Canale 5. Però con una performance media di 5 milioni 945mila spettatori e il 23,7% di share anche la fiction flette leggermente (-184mila).
Mentre il film di prima visione è sparito dal palinsesto ammiraglio e il calcio (11 serate e 6 milioni 565mila di ascolto medio) ha lasciato sul tappeto 1 milione e mezzo di spettatori, anche il varietà (4 milioni 939mila di audience media) ha perso nelle 50 serate comprensive di “Sanremo” 322mila spettatori. Ma se la fiction vince in popolarità e ha il pregio della replicabilità, costa però mediamente il 40% in più dell'intrattenimento e, a parità di risultato, incamera minori ricavi pubblicitari affollando meno break.
La fiction di Canale 5, invece, anche se ha conseguito un risultato inferiore alla concorrenza (5 milioni 294mila e il 21,8% di share) ha però guadagnato rispetto alla primavera precedente 318mila spettatori su un maggior numero di serate (da 50 a 56). Quasi uguagliando i numeri dell'intrattenimento, il genere principe della rete, che ha riconfermato la sua vitalità con un ascolto di 5 milioni 302mila surclassando il competitor. Se poi andiamo a vedere il risultato della fiction sul target commerciale (14-65 anni), si rovescia la gerarchia con la Rai, con Canale 5 al 23,3% di share e Raiuno al 19,6%.