10 luglio 2007

L'insostenibile leggerezza della birra

Con l'arrivo dell'estate i consumi di bevande crescono, ed anche la birra scorre a fiumi. Da un sondaggio Coesis - Assobirra si scopre che alle donne piace "bionda", ed un altro sondaggio Makno - Assobirra ci indica che nei pasti fuori casa degli italiani, la birra contende il primato al vino.

Il mercato della birra in Italia vede contendersi ai primi posti i gruppi Heinken, Birra Peroni, Carlsberg Italia e Birra Forst.

1° Sondaggio: Anche l’universo femminile scopre il gusto della birra
Da un’indagine Coesis-Assobirra si rileva che le donne che bevono con piacere una birra sono oggi il 62%. La ricerca (”La birra si tinge di rosa”), realizzata da Coesis e commissionata da Assobirra, ha intervistato un campione di 720 donne tra i 18 e 45 anni rappresentativo dell’universo femminile italiano, per sondare il loro rapporto con la birra. Scopriamo ad esempio che le donne preferiscono le bionde, visto che le chiare/bionde, quindi soprattutto le lager e le pils, sono le preferite dal 67% del campione, anche se poi la curiosa attenzione nei confronti di questa bevanda si “spalma” in percentuali comprese tra il 3% e il 5% anche su rosse, scure, analcoliche e doppio malto. “Anche in relazione al consumo di birra” commenta Alessandro Amadori, psicologo e amministratore delegato di Coesis Research, “sembra esistere una specifica ‘via femminile’. La ricerca evidenzia, infatti, la modalita’ piu’ ‘affettiva’ con cui le donne si rapportano alla birra. Una modalita’ sociale, ricca di emozioni associate, non priva di una componente di allegria e di disinibizione che rende caldo e mediterraneo il consumo femminile di birra. Dove c’e’ birra c’e’ divertimento, c’e’ condivisione, c’e’ il piacere di stare assieme convivialmente. In un certo senso, le donne proiettano sul consumo di birra alcuni dei vissuti tipici del consumo, maschile e femminile, di vino. Un’idea di dionisicita’ che e’ invece assente dal rapporto che i maschi hanno con la birra. Kunderianamente parlando, le donne sanno cogliere meglio degli uomini l’insostenibile leggerezza della birra”. Del resto che la birra sia “femmina” lo dice la storia: dal latino bibere, cioe’ bere, la bevanda per eccellenza, fermentata, moderatamente alcolica, a base di cereali, si narra sia stata inventata da una donna.

2° Sondaggio: Nei pasti fuori casa dei giorni feriali, la birra batte per la prima volta il vino
Gli italiani bevono 30 litri di birra a testa all'anno, e i consumatori della celebre bevanda al malto sono in continuo aumento, superando in alcune circostanze quelli di vino.
Lo rivela un'indagine di Makno realizzata su 1.500 persone per Assobirra, l'Associazione che riunisce e rappresenta le industrie della birra e del malto.
Secondo le statistiche citate da Assobirra in una nota, nel 2006 i consumi di birra sono cresciuti del 3% rispetto all'anno precedente, portando la quota pro-capite annua a 30,3 litri l'anno. Niente a che vedere con la media europea, che è di circa 78 litri l'anno, ma la crescita dei consumi di birra nel nostro Paese è visibile.
Nel 2006 infatti beveva birra il 68,9% degli italiani, in crescita rispetto all'anno precedente, quando erano il 66,2%.
In particolare, i dati del 2006 mostrano che il 6,6% degli italiani beve birra "tutti i giorni", il 27,5% lo fa "abitualmente" e il 34,8% in maniera "sporadica".
Nei pasti fuori casa dei giorni feriali, la birra batte per la prima volta il vino: nell'indagine di Assobirra dichiara di preferirla il 19,8% di italiani, contro il 18,8% che preferiscono il vino. Durante i pasti fuori casa, ma nel weekend, vince ancora il vino con il 43,6% contro il 38,9% della birra.
L'abbinamento preferito è quello con la pizza, al quale gli italiani hanno dato un voto di 9 su 10, e col panino al bar (7,8 su 10), ma la birra è giudicata compatibile anche con una cena al ristorante con gli amici (6,6 su 10).
E' poi il modo di bere, sottolinea Assobirra, che sta mutando le sue caratteristiche, e più che una scelta casuale si tratta di "un consumo più curioso, evoluto e responsabile".
Diminuisce infatti il numero di quanti scelgono di bere birra "un po' casualmente, quando capita" (dal 29,9% al 26,6%) e sale dal 12,7% al 16% il numero di quanti affermano di berla "per scelta, perché la preferisco ad altre bevande".
E anche se l'81% preferisce berla al bar con gli amici o comunque fuori casa (78%), cresce dal 38% al 44% il numero di quelli che la gustano a casa con amici e parenti.
Un cenno infine alle birre preferite dagli italiani: al primo posto le pils (40,9%) seguite dalle doppio malto (13,9%), dalle puro malto (11,3%), dalle lager (10,6%), dalle birre di frumento (3,5%) con attenzione crescente alle analcoliche (2,6%).Per quanto riguarda le abitudini di consumo, nei giorni feriali rimangono sostanzialmente stabili i consumi di birra durante i pasti casalinghi, mentre un leggero calo dei consumi di birra si registra a pranzo e a cena fuori casa e nelle occasioni fuori pasto. Ben diverso è invece il discorso sui pasti consumati fuori casa nei giorni festivi. Gli italiani sembrano infatti non saper rinunciare alla domenica fuori casa, e il 70% dichiara di frequentare, nei giorni festivi, ristoranti, trattorie e pizzerie: tra questi, il 39% sceglie di consumare la birra come accompagnamento ai propri piatti preferiti.La birra viene scelta soprattutto per il suo gusto gradevole che, durante i pasti, ben si abbina con la pizza, mentre lontano dai pasti viene esaltato se la si beve in compagnia. Soprattutto fuori pasto, infatti, la birra è sempre più la bevanda degli amici: il 94,5% degli italiani la consuma in compagnia, principalmente al bar o al pub (83,6%), con gli amici in casa (38,4%) o guardando la televisione (20,5%). Inoltre ormai un italiano su tre considera la birra una bevanda a basso contenuto calorico, e secondo il 38% degli intervistati la birra, bevanda-alimento per antonomasia, insieme con olio e pasta è in linea con i dettami della cosiddetta "dieta mediterranea".Per quanto concerne i formati e le tipologie di consumo, gli italiani amano la birra soprattutto in bottiglia di vetro (50,1% ) o spillata dal fusto (35,5%); piace poco invece la lattina, che conquista soltanto il 3% delle preferenze. E se la birra preferita, nonché più consumata, resta la classica "lager" (24% dei consumi), ovvero una birra chiara, a bassa fermentazione, di media alcolicità, non particolarmente caratterizzata negli aromi e nel gusto, seconda nelle preferenze e nei consumi è la più vigorosa "doppio malto" (16,2%); terza la "pils" (14,5% dei consumi), altra birra chiara a bassa fermentazione, ma particolarmente luppolata e con maggior corpo rispetto alla "lager". Menzioni d’onore vanno tributate alla "puro malto" (6,6%), alla "birra di frumento" (5,1%) e alla "birra d’abbazia" (1,6%). Non convince invece la birra analcolica, con solo l’1% delle preferenze. Molto limitata infine è la curiosità per il mondo delle cosiddette microbirrerie.La birra risulta essere protagonista anche nella cucina etnica. È significativo infatti che il 50% degli estimatori dei ristoranti etnici (cinesi, messicani, indiani, arabi, ecc.) ritengano che la birra si adatti particolarmente a tali cucine, quasi fosse un denominatore comune per piatti dalle origini tanto diverse e, allo stesso tempo, una specie di passepartout verso la loro scoperta. L’identikit del consumatore italiano di birra traccia il profilo medio di un giovane adulto, di area metropolitana, di istruzione medio-alta, in prevalenza studente o libero professionista. Egli beve birra soprattutto in compagnia al bar o al pub; e la sceglie perché ha un gusto gradevole, è una bevanda sana, fatta di ingredienti naturali, con un basso tenore alcolico e relativamente economica. A tutt’oggi più di due italiani su tre (il 68% della popolazione) bevono birra: il 6,3% giornalmente, il 26,8% una volta a settimana, il 34,9% sporadicamente, cioè ogni 1-3 mesi. Tra i non consumatori spiccano le donne, soprattutto quelle anziane, casalinghe e di bassa istruzione. In definitiva, se da una parte il consumo di birra in Italia continua a essere tradizionalmente inferiore a quello di altri Paesi, dall’altra c’è da dire che nel nostro Paese è stata toccata la cifra più che ragguardevole di 29,6 litri annui pro capite, e che i consumatori di casa nostra sono sempre più consapevoli e informati su tipologie, provenienze e caratteristiche dietetico-sanitarie della spumeggiante bevanda.