19 giugno 2007

Risorgerà la nuova Fiat 500 Abarth


Dopo numerose iniziative di comunicazione, a partire dal sito www.fiat500.com, che hanno creato l’attesa, stiamo ormai alla vigilia del 4 luglio, giorno in cui a Torino sarà presentata ufficialmente l’attesissima Fiat 500.

Secondo rumors circolati tra gli addetti ai lavori, relativi ad una ricerca di mercato condotta da una casa automobilistica straniera sull’impatto che potrebbe avere il debutto della nuova Fiat 500 sulle vendite di auto nel segmento “A”. La nuova Fiat 500 registrerebbe un forte interesse proprio nei target giovani per i quali è stata concepita, negli stimoli la 500 è stata definita un’auto “cool” da possedere, al pari dell’iPod. Anche Quattroruote ha diffuso i risultati di un sondaggio sul ritorno della "bambina" della Fiat.
C’è da aggiungere che in casa Fiat, hanno fatto di tutto per riconquistare i consumatori più giovani, lo dimostra la notizia del ritorno del marchio Abarth, che tornerà a correre, proprio con la Fiat 500, quella per intendersi, con cui andava a gareggiare il giovane Luca di Montezemolo a Vallelunga.Ma perché tanto interesse per il rilancio del marchio Abarth? Con Abarth la Fiat rientra prepotentemente in un piccolo segmento di auto elaborate molto in voga tra i ragazzi e ragazze.
Una nostra ricerca condotta pochi mesi fa era proprio incentrata sul tuning.
Il tuning è un'attività sartoriale, è come farsi realizzare un vestito su misura.

Tuning letteralmente significa “sintonizzazione” il proprio automezzo con se stessi, attraverso modifiche ed elaborazioni sia motoristiche che estetiche.Esistono infinite possibilità per rendere la propria auto un raro gioiello, sia per chi cerca solo qualche ritocco estetico e l’ottimizzazione delle prestazione (Soft Tuning), sia per chi vuole il massimo dal proprio “mezzo”, eseguendo delle vere e proprie rivoluzioni (Hard Tuning). Passione estetica e tecnica si fondono in un unico termine al fine di raggiungere quell’ idea di perfezione che i Greci definivano come Taxis.Arduo, stabilire un’origine precisa del suddetto fenomeno. C'erano una volta i Carrozzieri, ai quali si affidava il nudo telaio con tanto di motore, per poter poi dire di possedere un'automobile davvero unica. Il boom di questi capolavori vide il suo massimo splendore tra gli anni '20 e gli anni '30; con la guerra molti dovettero ridimensionarsi e si accontentarono di risvegliare dal letargo bellico la macchina ormai obsoleta acquistata tanti anni prima.Negli anni '50 ci fu un risveglio del fenomeno "carrozzerie speciali" e le più, si cimentarono con modelli soprattutto sportivi, come la Lancia "Aurelia B24" o l'Alfa Romeo "Giulietta Sprint". Incontrastati sul mercato divengono Bertone e Farina . Esplode la bomba "600", nel 1955; in casa Fiat nasce la mamma di tutte le utilitarie che strappa gli Italiani alla "Vespa" e alla "Lambretta" permettendo loro di raddoppiare il numero delle ruote a disposizione. Due anni dopo ci pensa la nuova "500".Nomi come Viotti, Boano, Boneschi, Moretti, Vignale, Francis-Lombardi, Fissore sono sempre più familiari.Con le "600" e le "500" le elaborazioni interessarono anche i propulsori con due grandi firme: Abarth e Giannini. Chi, non ricorda questi mini bolidi con assetti ribassati, gomme larghe, strisce vistose sul tetto, cofani e fiancate; paraurti smontati per questioni di leggerezza e grinta, coppe coprimozzo eliminate per rendere visibili i quattro dadi, magari verniciati di rosso...A frenare questa corsa di bolidi fatti in casa ci pensa la crisi energetica unitamente a norme sulla sicurezza attiva e passiva che a partire dagli anni '70 divennero sempre più severe. Lo spazio per l'improvvisazione si riduce drasticamente. Dopo la crisi arrivano gli anni '80, anni in cui i progettisti sono sempre più vincolati dall'aerodinamica, studiata scientificamente nella galleria del vento, al fine di ridurre i consumi e le emissioni inquinanti, le macchine perdono di originalità; le sinergie tra le varie Case sono estremamente strette, i pianali diventano comuni e anche gli sportelli utilizzano gli stessi stampi (Lancia "Thema", Saab "9000" e Fiat "Croma", tanto per citare un esempio). Il vantaggio di tutto questo si assapora in termini di sicurezza, di abitabilità, di confort, di affidabilità, ma il rapporto con la propria auto è privo di emozioni come invece, una volta ne era pieno: la macchina ormai è la nostra serva... nel senso che ci serve! A seguito di tali mutamenti, scoppia il fenomeno delle auto d'epoca; per ritrovare la carica emozionale da parte degli automobilisti. Solo dalla metà degli anni '90 i designers cominciano, nel rispetto dei vari vincoli, a creare qualcosa che risvegli i nostri sensi, riappaiono le forme sinuose, muscolose, arrivano i richiami stilistici al passato, filtrati attraverso il progresso, ed esplode parallelamente il fenomeno delle elaborazioni che ormai prendono il nome ufficiale di "tuning". E’ comunque evidente che il rapporto uomo-macchina, mutatis mutandis, fondamentalmente non è cambiato, data la sua funzione intrinseca: mezzo di locomozione; tuttavia l’oggetto di adulazione dei futuristi, continua ad essere quella “compagna” di tanti momenti della nostra vita, che a tutti piace condividere con profondo pathos.
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