8 maggio 2007

Non tutta la TV è spazzatura, il caso Report

Copertina del libro: Le inchieste di Report

Non è un appalto esterno, non è un format straniero, ma nasce dalla struttura ideativa, interna Rai, di Giovanni Minoli che dalla metà degli anni ’90 è stata la base di lancio di molti talenti televisivi. Stiamo parlando di “Report” di Milena Gabanelli.
Dal 1994 al 1996 l’abbiamo visto in seconda serata con “Professione Reporter” su Raidue, dal 1997 con “Report” su Rai Tre, sua naturale evoluzione, che dal marzo 2001 conquista, la prima serata, per poi diventare uno dei punti di riferimento del nuovo giornalismo televisivo d’inchiesta i cui ascolti non sono mai al di sotto della media di Raitre.
(Alla stesura di questo post ha realizzato collaborato Antonella Trocino, laureata in Scienze della Comunicazione).

Non dobbiamo dimenticarci che la Rai nella sua storia ha avuto tanti coraggiosi giornalisti, alcuni hanno pagato con la vita la loro passione per il loro lavoro come
Ilaria Alpi, ma anche grandi professionisti del giornalismo d’inchiesta come Giò Marrazzo (autore del libro Il camorrista) che condusse numerose inchieste sulla camorra e per il suo lavoro entrato nella lista delle persone da eliminare.

Report è un programma di denuncia e di taglio decisamente investigativo, da giornalisti come si usa dire “con la schiena dritta”. Che “documenta illegalità, sprechi, abusi e soprusi, esercitati dai più forti nei confronti della collettività. Alla base di questa trasmissione televisiva ci sono qualità e contenuto, linguaggio diretto e forma imprecisa che permettono agli intervistati di “entrare in contatto” direttamente con il telespettatore, con un pubblico variegato e competente, con una quota di ascolto tra i laureati del 26% contro una media del programma che si attesta sul 12%.
Quest’anno la puntata con l’ascolto più alto è stata quella del 25 marzo 2007 "TELECOM: DEBITI E SPIE" che ha ottenuto uno share del 14,66%.


In una stagione televisiva che vede la programmazione delle reti generaliste sempre più avvizzita, sarebbe un segnale di rinnovamento, dare più spazio a quella professionalità, come la Gabanelli, che in Rai ci sono, e che attendono di subentrare ad una TV dove veline e concorrenti dei Reality hanno conquistato il centro della scena televisiva degli ultimi anni. Per saperne di più contatta Barometro 
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