27 aprile 2007

Luigi Ricci su film e fiction in TV

Articolo pubblicato da Prima Comunicazione di Aprile 2007. Da tempo si sostiene che i film in televisione non tirano più, ma in che misura? Luigi Ricci della Barometro ne fornisce una precisa dimensione prendendo in esame i periodi omogenei che vanno da settembre a marzo negli anni 2004-2007. La curva negativa degli ascolti dei film assume un carattere preoccupante su Raiuno: nei mesi tra il 26 settembre 2004 e il 26 marzo 2005 ci sono state 26 prime serate cinematografiche, 7 di prima visione e 19 di riprese con una media rispettivamente del 26,7% e del 20 %. Allora i blockbuster erano ancora un valore aggiunto per il palinsesto dell’ammiraglia avendo realizzato due punti sopra la media di rete. Tre anni dopo la situazione è completamente mutata. Il numero dei film mandati in onda è rimasto pressappoco invariato (23 contro 26) ma le prime visioni (10) hanno perso ben 6,6 punti di share raggiungendo appena il 20,1% (due punti sotto la media di Raiuno al 24,2%) e le repliche si sono fermate addirittura al 17,2%.
Non meno deludente l’andamento su Canale 5 che, forte di una ricchissima cassaforte di diritti, fa da sempre un maggior uso del prodotto cinema, un tempo con grandi risultati. Il trend calante si manifesta già tre anni fa quando sono state trasmesse 13 prime visioni e 39 repliche (quasi il doppio di Raiuno) che hanno raccolto rispettivamente il 22,7% (un punto sotto la media di rete) e ancora più misero 20 %. Nella stagione attuale si sono dimezzate le prime visioni (6) con una media appena del 20 %, ma anche tutti altri film (40) hanno subito un maggiore ridimensionamento scendendo al 18% di share.
Se il cinema si avvia alla rottamazione sulla tivù generalista, mentre prospera sulle televisioni a pagamento, i dati della Barometro mettono in luce un inizio di appannamento anche della fiction, il genere che più di tutti aveva mostrato il miglior rendimento e che rimane tuttora il numero uno.
Se sono aumentate consistentemente le prime serate di fiction (su Raiuno sono passate da 60 a 76 e su Canale 5 da 40 a 66), gli ascolti sono meno brillanti.
Su Canale 5 la crisi è più accentuata e si scende, nel raffronto tra i due periodi di riferimento, dal 23,1% al 21,7% (in linea con la media di rete). Su Raiuno è meno visibile, ma anche qui gli ascolti con una media del 25,3%, accusano una perdita dello 0,8% su tre anni fa. Niente di drammatico perché si mantengono di un punto tondo sopra la media di rete.
La tendenza non dovrebbe essere sottovalutata. “Indubbiamente con l’emergere dei consumi legati alle nuove piattaforme c’è un contesto di mercato più difficile per le generaliste”, dice Ricci, patron della Barometro, per cui “il calo di questo genere riflette il trend generale discendente dalle due reti”. L’uso recente ma sempre più generalizzato di mettere fiction contro fiction impedisce il ripetersi degli exploit di un tempo”: Ma c’è anche un problema di usura del prodotto. “A questo punto la fiction”, sottolinea Ricci, “avrebbe bisogno di fare il tagliando e rinvigorire l’offerta”. Al crescente numero di ore prodotte non è infatti corrisposta una conseguente innovazione. Generi e linguaggi sono ormai troppo omologati e c’è una voglia di nuovo indotta anche dal successo di alcune serie americane, e cito per tutte il ‘Dr House’che andrebbe meditata e interpretata”.

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